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Appropriazione indebita per il dipendente che si impossessa dei file con i dati dell’azienda

Scatta l’appropriazione indebita per il dipendente che sottrae dal computer aziendale i files contenenti dati informatici, provvedendo alla successiva cancellazione e alla restituzione del Pc formattato. La Corte di cassazione, con la sentenza 11959, respinge il ricorso contro la condanna per il reato, previsto dall’articolo 646 del Codice penale, a carico dell’imputato. Il ricorrente, dipendente di una società, aveva dato le sue dimissioni ed era stato assunto da una compagine, costituita di recente, che operava nello stesso settore del precedente datore di lavoro. Prima del congedo l’imputato aveva restituito il notebook aziendale, che gli era stato affidato nel corso del rapporto di lavoro, con l’hard disk formattato, senza traccia dei dati informatici che erano presenti in origine, che venivano poi ritrovati su compiute da lui utilizzati. La difesa contestava il verdetto perché la Corte d’Appello aveva considerato, sbagliando, i dati informatici suscettibili di appropriazione indebita , mentre questi non potevano essere qualificati come cose mobili. La Cassazione, pur consapevole di orientamenti differenti, non è d’accordo con la lettura della difesa. La Suprema corte valorizza, infatti, la capacità dei file di essere trasferiti da un supporto informatico ad un altro, mantenendo le proprie caratteristiche strutturali , così come la possibilità che lo stesso dato viaggi attraverso la rete di internet per essere inviato da un sistema dispositivo ad un altro sistema , a distanze rilevanti. In più il file può essere custodito in ambienti virtuali, corrispondenti ai luoghi fisici in cui gli elaboratori conservano e trattano i dati informatici. Caratteristiche che confermano, precisano i giudici, il presupposto logico della possibilità di sottrarre o appropriarsi dei dati informatici. Per questo, anche...

LAVORO & COVID-19

L’emergenza Covid-19 ha evidenziato la mancanza di preparazione e organizzazione, errori negli investimenti riferiti soprattutto all’ambito sanitario, carenze legislative, politiche, economiche, tecnologiche in ambito mondiale, comunitario e nazionale. Si è rilevata, almeno inizialmente, molta “leggerezza” da parte delle Istituzioni e dei cittadini che hanno consentito, con scelte spesso irresponsabili, un contagio veloce e con conseguenze drammatiche per le categorie più esposte di lavoratori, soprattutto in ambito sanitario e assistenziale. Emerge anche la necessità, per la tutela della salute pubblica, di intervenire in merito al trattamento dati personali anche in ambito lavorativo. Si rende infatti necessario, al fine di poter pianificare la cosiddetta “fase 2”, raccogliere informazioni riconducibili all’art. 9 del G.D.P.R. ed espressamente riferiti alla categoria di dati “sensibili” inerenti lo stato di salute dei dipendenti, dei loro familiari e di tutti i soggetti terzi coinvolti, dati indispensabili all’Autorità sanitaria per la ricostruzione della filiera degli eventuali “contatti stretti” di un lavoratore risultato positivo al COVID-19. Diventa quindi fondamentale fare riferimento a due recenti interventi normativi: il D.L. n. 14 del 9 marzo 2020 “Disposizioni sul trattamento dei dati personali nel contesto emergenziale”,e il documento europeo “edpb_statement_2020_processingpersonaldataandcovid-19”. Il decreto, “per motivi di interesse pubblico nel settore della sanità pubblica e, in particolare, per garantire la protezione dell’emergenza sanitaria a carattere transfrontaliero determinata dalla diffusione del Covid-19 […]”, consente il trattamento di tutti i dati di cui all’art. 9 del G.D.P.R. sopra già citato. Contestualmente inibisce il trattamento a tutti i soggetti diversi da quelli che operano nell’ambito Sanitario pubblico e privato, nel Servizio nazionale di protezione civile, nei “soggetti attuatori” del servizio stesso, negli Uffici del Ministero della salute...

Fine del supporto per Office 2010

Il supporto per Office 2010 terminerà il 13 ottobre 2020 e non ci saranno estensioni e aggiornamenti di sicurezza estesi. Tutte le app di Office 2010 continueranno a funzionare. Tuttavia, ci si potrebbe esporre a rischi per la sicurezza gravi e potenzialmente dannosi. Ecco cosa accadrà dopo la fine del supporto che avverrà il 13 ottobre 2020: Microsoft non fornirà più supporto tecnico, correzioni di bug o correzioni di sicurezza per le vulnerabilità di Office 2010 che possono essere segnalate o scoperte successivamente. Ciò include aggiornamenti di sicurezza che possono aiutare a proteggere il PC da virus dannosi, spyware e altri software dannosi.Non si riceveranno più gli aggiornamenti del software di Office 2010 da Microsoft Update.Non si riceverà più supporto tecnico tramite chat o telefono.Non verranno forniti ulteriori aggiornamenti del contenuto e la maggior parte del contenuto della Guida verrà ritirato.Non sarà più possibile scaricare Office 2010 dal sito Web Microsoft. Quali sono le opzioni disponibili? È consigliabile eseguire l’aggiornamento di Office. Le versioni disponibili sono molte, da Microsoft office 2016, 2019,...

Rischi nell’utilizzo dell’applicativo Zoom

Pubblicate sul web ad insaputa degli utenti migliaia di registrazioni di videochiamate effettuate dal servizio di Zoom, l’app diventata molto popolare in questo periodo di pandemia del Coronavirus. Come riportato sul Washington Post, sono infatti risultati accessibili su piattaforme di video sharing come Youtube e Vimeo i video di riunioni di lavoro, di attività scolastiche, riunioni religiose, e di conversazioni private....

Diritto all’informazione e privacy

Cronaca giudiziaria: il Garante vieta la pubblicazione integrale di atti d’indagine ad un quotidiano online Il Garante per la protezione dei dati personali ha vietato ad un quotidiano on line l’ulteriore diffusione di un avviso di conclusione di indagini preliminari, pubblicato in forma integrale a corredo di un articolo riguardante le indagini stesse. Il documento, oltre a contenere dati e informazioni eccedenti rispetto al diritto di cronaca, ha violato il regime di pubblicazione degli atti del procedimento, sancito dal codice di procedura penale....