Il sistema informatico deve essere in grado di impedire l’alterazione diretta o indiretta delle informazioni, sia da parte di utenti non autorizzati, sia a causa di eventi accidentali; inoltre deve impedire l’accesso abusivo ai dati.

La protezione dagli attacchi informatici viene ottenuta agendo a più livelli:

  • Innanzitutto a livello fisico e materiale, ponendo i server in luoghi il più possibile sicuri, dotati di sorveglianza e/o di controllo degli accessi; anche se questo accorgimento fa parte della sicurezza normale e non della “sicurezza informatica” è sempre il caso di far notare come spesso il fatto di adottare le tecniche più sofisticate generi un falso senso di sicurezza che può portare a trascurare quelle semplici.
  • Il secondo livello è normalmente quello logico che prevede l’autenticazione e l’autorizzazione di un’entità che rappresenta l’utente nel sistema. Successivamente al processo di autenticazione, le operazioni effettuate dall’utente sono tracciate in file di log. Questo processo di monitoraggio delle attività è detto audit o accountability.
  • Per evitare invece gli eventi accidentali, non esistono soluzioni universali, ma il primo rimedio è il fare regolarmente una copia di backup del sistema, comprendente dati e applicazioni, com’è tipico delle procedure di disaster recovery, in modo da poter fronteggiare un danno imprevisto.

Misure di sicurezza.

Esistono due tipologie di sicurezza, quella passiva e quella attiva.

La prima consiste nel proteggere con barriere fisiche, cancelli, porte blindate, impianti di allarme e videosorveglianza, mentre la seconda, quella attiva, prevede l’adozione di tutti gli strumenti hardware e software mediante i quali le informazioni ed i dati di natura riservata sono resi intrinsecamente sicuri, proteggendo gli stessi sia dalla possibilità che un utente non autorizzato possa accedervi (confidenzialità), sia dalla possibilità che un utente non autorizzato possa modificarli (integrità).

Per ulteriori informazioni:

http://clusit.it/rapportoclusit